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| Impronte sonore dal 4 luglio
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| ..:: Rassegna Stampa ::..
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Sergio Mancinelli ha lavorato per 8 anni a Radio Capital, "musica e notizie". Solo uno slogan? No, a Radio Capital la buona musica si trasmetteva per davvero e gran parte del merito era di Sergio e della sua "creatura": Area Protetta. Dalla scorsa primavera Radio Capital ha un nuovo Direttore "Artistico": Pasquale Di Molfetta (in arte Linus). Fra gli interventi (in)sanatori, per avvicinare Radio Capital allo standard "vincente" di Radio DJ, Area Protetta è stata decurtata dal palinsesto. Sergio, dopo 8 anni non ha ricevuto nessuna spiegazione, il web e gli affezionatissimi ascoltatori si sono mobilitati, dopo 3 mesi esatti dalla chiusura è tempo di bilanci. Ho fatto qualche domanda a Sergio, che gentilmente si è prestato. FRAN - Sono passati ormai tre mesi dalla chiusura del programma, ricordo di aver vissuto con delusione i post in cui annunciavi l'imminente fine. La "persona che con te non ha voluto mai, dico mai confrontarsi" si è poi chiarita? SERGIO - Nonostante le mie richieste scritte e verbali di un incontro, purtroppo non c'è mai stato. Dopo 8 anni di lavoro continuativo nessuno mi ha spiegato il perchè. F. - Credi che possa esserci qualcosa di personale? S. - In questi 30 anni di lavoro non l'avevo mai conosciuto fino al 3 maggio, il nuovo direttore artistico. Sarei portato ad escluderlo, ma non riesco mai a essere nella testa degli altri. F. - Segui ancora Radio Capital? S. - Sinceramente no. Ho lavorato felicemente sotto la guida attenta e quotidiana di Carlo Mancini in tutti questi anni, raggiungendo risultati d'ascolto straordinari. Adesso è un'altra radio. F. - Ho letto qualche libro di Massimo Cotto e l'ho ascoltato (ancora troppo poco), mi sono fatto l'idea di un giornalismo piuttosto anedottico? Confermi? S. - Non sempre i giornalisti hanno capacità radiofoniche. F. - Quanto credi che possa centrare questo modus operandi con l'impostazione "gossippara" di Radio DJ? Ovvero, credi che ci sia una volontà di esportare il "modello chiacchiera da bar" da Radio DJ a Radio Capital? S. - Ogni direttore artistico inserisce nel proprio progetto editoriale le cose che conosce meglio. Evidentemente questa è la cifra artistica attuale. F. - Che conoscenza/rapporto hai con Massimo? S. - Una semplice conoscenza professionale, nulla di più. F. - In molti sul web si sono mobilitati o hanno espresso il loro disappunto. Qual'è stato l'impatto mediatico del web sull'oppinione della gente, esiste un termometro o quelle impressioni sono rimaste solo sulla blogosfera? S. - Essere costretto a lasciare il mio lavoro e soprattutto gli ascoltatori unici di Area Protetta è un dolore dal quale faccio ancora fatica a riprendermi. Il sostegno e l'affetto di questi mesi si stanno però dimostrando la medicina migliore. Non era mai successo nulla di simile per un programma radiofonico, le firme, le lettere la petizione, le migliaia di messaggi su tantissimi blog. Tutto questo per fortuna non lo porterà via nessun direttore artistico. F. - Hai mai pensato di realizzare qualcosa sul web? Credo che troveresti un grande pubblico e, anche se non è quello che cerchi, una grande rivincita. S. - Per fortuna alcuni ascoltatori mi hanno creato di sana pianta un nuovo sito: www.sergiomancinelli.com . Ogni settimana mettiamo una nuova puntata di Area Protetta con voce, brani musicali e perfino i video. E' uno sforzo che vede coinvolte molte persone, ma alla fine i risultati che stiamo raggiungendo sono davvero fantastici. Oltre 52.000 pagine visitate in soli 3 mesi. Area Protetta vive ancora e devo dire anche in buona salute. F. - Per molti ragazzi della mia età (quasi trent'anni), rappresenti una sorta di fratello maggiore musicale. Sei l'incarnazione dei "Classici" (notare la C maiuscola), ma che mi dici dei dischi un po' più recenti? Quali sono i tuoi ascolti degli anni nostri? S. - Non è facile trovare dischi che ti entusiasmino in questo periodo, ma viste le mie origini romagnole, mi infiammo per Bonamassa, Sardinas, Satriani e nei momenti più delicati Norah Jones e Katie Melua, giusto per citarne qualcuno. F. - Un'ultima battuta su un tema che mi sta particolarmente a cuore. In che stato di salute si trova la musica? E l'industria musicale invece? S. - La musica un pò meglio dell'industria. Ma a forza di sfornare solo pop, il malato terminale soccomberà presto. Negli anni 70 tutti suonavano per il gusto di suonare e di fare sempre meglio. Oggi molti suonano solo per trovare il singolo giusto e a volte ascoltare album interi diventa un supplizio. F. - Ti dirò, relativamente alla propria nicchia in questo momento mi sembra più in salute il vinile del cd, che ne pensi? S. - Il vinile lo senti, lo tocchi, lo metti sul piatto e lo vedi girare. E poi il suono, fruscii a parte, è ancora il migliore. F. - Grazie per la tua disponibilita, Sergio. S. - Grazie a te e....in bocca al lupo!!!
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Comunicato stampa del 28/09/2007
29 settembre 2007: a Bergamo si parla di “codici”
Diego Dalla Palma e la musica di Area Protetta al 212BARcode
Il 29 settembre dalle 19,00 al numero 37 del Sentierone di Bergamo, i bergamaschi possono incontrare Diego Dalla Palma che presenta il suo nuovo libro “Per amarsi un po’”.
In collaborazione con la storica libreria “Enzo Rossi”, il lounge bar “212BARcode” – www.212barcode.com - ospita un appuntamento particolarmente attuale in questa settimana, la settimana della moda, che vede i media impegnati a raccontarci come “apparire”, con Diego si parla di come essere e come accettarsi. Dalla Palma è convinto che sia necessario amarsi un po’ per voler anche più bene agli altri, per vivere in armonia col mondo, praticare la solidarietà, rispettare l’ambiente, coltivare l’anima tanto quanto il corpo. E, “amarsi un po’” significa pure spegnere la smania di apparire, la pigrizia, la codardia, le relazioni che mortificano, l’aggressività e accendere, invece, il sorriso,la curiosità, l’umiltà.
Gli argomenti sono accattivanti e resi ancora più stimolanti da un moderatore molto provocatorio, il giornalista bergamasco Steno Sari, che non si lascia sfuggire le occasioni per scoprire i “codici” di lettura più segreti di ogni suo interlocutore.
Questo incontro è il secondo, dopo Roberto Donadoni, in un calendario animato da presenze assortite che ogni mese animeranno lo spazio del locale con intrattenimenti di gusto cosmopolita.
A ottobre prepariamoci ad un incontro rovente con Vittorio Feltri; a novembre non lo sarà meno l’appuntamento con Maurizio Bianchini, famoso e seguito critico di musica contemporanea che tratteggerà un ritratto molto intimo di Bob Dylan attraverso i “codici” di lettura del famoso folk singer.
Colonna sonora degli eventi al 212BARcode è la musica di “Frabaca radio in store” progetto realizzato da Carlo Mancini, format e palinsesti concepiti in sintonia con l’ambiente e le esigenze del target che per la serata del 29 settembre ospita, in esclusiva assoluta, 2 ore di “Area Protetta” – dalle 22,00 - con Sergio Mancinelli, la mitica voce che da 25 anni racconta i codici della migliore musica prodotta in tutto il mondo, in tutti gli stili.
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Pubblicato il 05/09/2007 su Libero
212 BARcode una lounge “Area Protetta”
Roberto Donadoni è stato il primo di un calendario ricco di ospiti prestigiosi
Il 212 BARcode, locale trendy sul sentierone di Bergamo, conferma, con un calendario ricco di presenze interessanti stimolanti e intriganti, la propria vocazione salottiera. Il CT della nazionale di calcio è stato il primo, qui al 212 ha raccontato i propri codici di lettura che gli hanno permesso di avere una carriera luminosa ricca di soddisfazioni.
Il 29 settembre la serata al 212 sarà piena, intensa e fantastica: Diego Dalla Palma ci racconterà i suoi codici di lettura che si riveleranno, per molti, inattesi e un po’ controcorrente, provocatori.
Presentando il suo nuovo libro “Per amarsi un po’”, offrirà agli ospiti occasione di confronto su argomenti molto stimolanti: l’essere o l’avere, l’apparire, la tolleranza e l’empatia, la riservatezza e l’ equilibrio. Con un moderatore, Steno Sari, capace di istigare le rivelazioni più nascoste, la serata si prospetta affascinante.
I giovani della scuola di cucina di Serramazzoni, guidati per l’occasione dal loro istrionico direttore Giuseppe Schipano, stanno creando, da offrire in quella serata in esclusiva agli ospiti, un piatto unico “DDP” appunto, che riassumerà le emozioni positive, insomma un gesto d’amore verso noi stessi.
Ma la serata riserva a tutti un’altra grandiosa sorpresa: la colonna sonora. Che la musica sia il collante, l’ingrediente, il filo dei ricordi, che sia determinante per il successo di qualsiasi momento è indiscutibile. Un’occasione come questa andava marcata con qualcosa di straordinario.
Ecco che la progettazione e la realizzazione della colonna sonora viene affidata a Carlo Mancini, 6 ore di “grande” musica, “smisurata” musica, un’ora di livetime per chiudere con un’ anteprima mondiale: 2 ore di “Area Protetta” con Sergio Mancinelli!!!
Visto lo scalpore che le dimissioni di Carlo Mancini e l’allontanamento di Sergio Mancinelli da radio capital hanno suscitato, non potevamo non chiedere a Michele Colombo, quintessenza del 212 BARcode, cosa lo abbia spinto in questa direzione, una scelta coraggiosa che sembra una sfida.
“Sono un imprenditore, un industriale, di successo, oserei dire. Come tale sono molto attento alle strategie più innovative che creano valore aggiunto alle nostre attività. Il “Customer Made” è alla base di questa scelta. All’inizio di quest’anno ho letto su “Impresa” un articolo che ha stimolato la mia curiosità a perseguire questa strada.
Quando il sig. Pasqualino ha deciso di trasformare risorse in spazzatura, il pubblico ha determinato l’esatto contrario. Io mi stavo chiedendo quale fosse la musica che il nostro target desiderasse ascoltare, la risposta è arrivata da questa meravigliosa valanga di ascoltatori che hanno dichiarato molto pubblicamente e in modo molto chiaro quale fosse la loro musica.
Spesso si fanno ipotesi, si immagina, qui è tutto chiaro, altro che nicchia è un movimento ideologico, non ascoltare sarebbe da interdetti. Per cui mi sono preso il piacere di offrire all’universo “classici e notizie” uno spazio. Il 212BARcode è uno spazio, lo spazio dei codici, il codice scelto è quello di New York, non c’è altro da aggiungere. Dal 29 settembre inizia un’epoca: “Area Protetta” ha il suo spazio, stiamo creando una rete di diffusione attraverso siti che si collegheranno a noi e diffonderanno la musica e la voce di Sergio Mancinelli. Ed è solo l’inizio”.
Un’occhiata al “calendario eventi”: a ottobre incontro con Vittorio Feltri e i suoi codici, ce ne sarà per tutti.
A novembre, un’altra esclusiva mondiale: Maurizio Bianchini, grande e seguitissimo critico musicale, realizza una serata full immersion dedicata a Bob Dylan: musica, un racconto inedito “Il terzo raduno mondiale dei fans di Bob Dylan”, i piatti delle sue canzoni, ricette cantate e realizzate, i vini creati da un produttore italiano amante della musica di Bob, a sua volta amante del buon nettare d’uva, “Planet Wave”, “The Vision of J.”
In sintonia con le strategie del Comune di Bergamo, l’eserno del 212 BARcode sarà allestito con uno spettacolare “Giardino d’inverno” che, come tutti i giardini d’inverno che si rispettino, sarà ritrovo prediletto per amanti dei riti sereni del te, della lettura, della musica, della cucina e dell’incontro declinati con un nuovo e particolare codice di lettura: 212 BARcode.
Pubblicato il 17/08/2007 su http://www.positanonews.it/
Una scomoda qualità.
La soppressione di Area Protetta; la trasmissione must di Radio Capital ha chiuso i battenti dopo otto anni di crescente e meritato successo.
Il 29 Giugno, Area Protetta, la trasmissione in onda ogni sera dal lunedì al venerdi sulle frequenze di Radio Capital, è stata soppressa per una discutibile ed inopportuna scelta editoriale della nuova direzione artistica ed il suo conduttore, Sergio Mancinelli, licenziato.
Ha chiuso i battenti una trasmissione che ha rappresentato per quasi un decennio un appuntamento inderogabile con la musica di qualità. Superando le mode del momento, le scalette costruite dalle major musicali e gli anni, questa trasmissione ha mantenuto la sua coerenza fornendo sempre musica di qualità, anzi di "scomoda qualità" dato che violava le regole del consumismo musicale pur di offrire un prodotto unico, originale ed irripetibile.
Già da qualche giorno prima della scadenza, i fans, numerosissimi, avevano iniziato a manifestare in maniera estremamente civile, il loro dissenso bombardando con centinaia di e-mail ed sms di protesta, sia Radio Capital che i suoi dirigenti.
Addirittura è stato creato un logo raffigurante un panda con la chitarra e la frase “Salviamo Area Protetta” . Indossando T-shirts con questo logo i fans, intervenuti a Roma al concerto dei Genesis, hanno amplificato la loro protesta distribuendo volantini.
Dal Pop al blues, dal Jazz al Funk alla musica popolare Italiana di Rino Gaetano, Bennato, Paolo Conte, Roberto Ciotti, Area Protetta ha intrattenuto, distogliendoli dai sempre più omologati schermi televisivi, un’audience di miglialia di ascoltatori coinvolgendoli in una partecipazione diretta, dato che oltre che ascoltare, potevano raggiungere attraverso un efficace messaggistica in tempo reale gli studi di Radio Capital partecipando e “conversando” tramite internet o gli sms, con Sergio, “A Simple Man” un Uomo Semplice perché questa è stata la canzone dei Lynird Skynird che gli stessi fans, attraverso un sondaggio effettuato in rete da Baton Rouge, in Louisiana, gli hanno dedicato per ringraziarlo nella storica, ultima trasmissione di Area Protetta.
A questo punto ho pensato di sentirmi con Sergio per intervistarlo:
NP: Sergio, ci racconti qualcosa di te? Qualche cenno sulla tua vita di autore, presentatore e dJ.
SM: Ho iniziato a stare dietro un microfono 30 anni fa, in una delle prime radio private a Roma. All'inizio del 1978 feci un provino per Radiotre della Rai e lì cominciò un'avventura fantastica che dura ancora. Ho trascorso più di 22 anni alla Rai, tra Radio e Televisione, poi 8 anni fa mi arrivò la proposta di Radio Capital. Lì è nata "Area Protetta" la trasmissione che in tanti anni di lavoro sento più mia, ma anche di migliaia e migliaia di ascoltatori. Siamo partiti ad agosto 2001 con 120.000 ascoltatori e a giugno 2005 abbiamo toccato il traguardo di 480.000. Poi dal pomeriggio la trasmissione è stata spostata in orario serale e anche lì si è creata una comunità di ascolto in Italia e in giro per il mondo davvero unica.
NP: So che hai inventato, durante la tua permanenza a Radio Capital, un modo nuovo di fare la radio; ce ne parli?
SM: Quella di portare la radio nelle case degli ascoltatori è un'idea che mi gironzolava per la testa da un pò di tempo, ma la tecnologia non permetteva quelle cose e quella miniaturizzazione che solo oggi è possibile. Ho sempre immaginato che dietro ogni collezione di dischi piccola o grande che sia , ci fossero delle storie. Che ogni disco avesse una storia e io quelle storie volevo farmi raccontare, ma direttamente dalle case, dai salotti, dalle sorffitte o dai tinelli e per di più in diretta. Siamo partiti da Trento e abbiamo girato tutta l'Italia, arrivando dopo 30 giorni a Canicattì.
La tappa di Salerno è stata atipica sotto ogni punto di vista. Michele Esposito, semprepresente tra gli ascoltatori di Area Protetta, vive la maggior parte del suo tempo in ufficio nella sua Azienda, ragion per cui, abbiamo montato lo studio mobile proprio sulla sua scrivania. Abbiamo fatto le prove, tutto ok. Solo che mezz'ora prima della diretta saltano le linee telefoniche. Non potendo contare su un intervento tecnico, l'unico modo di andare in onda era trasferirsi all'interno del capannone industriale, il più vicino possibile alla centralina esterna del telefono. Per cui come in un pit-stop abbiamo smontato tutto dall'ufficio e rimontato tutto nel capannone. Per creare una parete fonoassorbente, vista la vastità del posto, ci siamo accucciati, durante la diretta, sotto alcune balle di carta alte 2 metri. Un'avventura, ma una giornata davvero indimenticabile!!!
NP: Che cosa è per te la Radio e quale era la filosofia di Area Protetta?
SM: La radio è la mia vita. E' l'esperienza di lavoro che indubbiamente ha contribuito a modellare il mio carattere negli ultimi 30 anni e spero anche a migliorarlo. Area Protetta, fino all'arrivo di un nuovo direttore che l'ha cancellata, senza neppure averla ascoltata, stando alle sue parole, è stata per 6 anni un'oasi felice. Le radio oramai passano tutte le stesse 40-50 canzoni. Area Protetta ha suonato dischi e canzoni che oramai nessuno suona più. Ma è difficile non riconoscere la bellezza e l'emozione che suscitano brani di Janis Joplin, di Jimi Hendrix, di Fabrizio De Andrè o Francesco Guccini di Donovan o di Shawn Philips, dei Led Zeppelin o dei Pink Floyd, che oramai alla radio è impossibile ascoltare.
NP: So anche che hai un rapporto speciale con Positano e le due costiere, quando è iniziato?
SM: E' iniziato negli anni 80. Anni prima avevo frequentato il "Music on the rocks" e ho provato una gran bella sensazione a mettere in consolle i miei dischi. Il Blue club era a Massalubrense ma in quel periodo aveva contatti anche con Positano e per 2 anni si organizzarono serate memorabili nella ex Fregata. Lì era tutto più piccolo, ma affollatissimo tutte le sere e con delle ragazze da sogno!!!!!
NP: Grazie Sergio e… arrivederci quanto prima a Positano!
Nicola Prisco
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Pubblicato il 27/07/2007 su Avvenire
Radio Capital, petizione contro chiusura rubrica
ROMA. Una petizione con piu' di 2000 firme, 350 lettere e centinaia di mail inviate al direttore di Radio Capital Vittorio Zucconi per salvare dalla chiusura <>, trasmissione tra le piu' amate del palinsesto dell'emittente, condotta da Sergtio Mancinelli. Dopo otto anni di successi il neo direttore artistico Linus ha deciso di chiudere il programma. Una scelta che ha provocato la reazione degli ascoltatori con volantini, blog, magliette e l'intasamento dello spazio per i commenti del sito Repubblica.it.
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Pubblicato il 26/07/2007 su AGI.it
RADIOCAPITAL: 2MILA FIRME CONTRO CHIUSURA DI "AREA PROTETTA"
(AGI) - Roma, 26 lug. - "Quel programma non s'aveva da chiudere". Non l'hanno presa bene i tanti fan della trasmissione radiofonica "Area protetta", per otto anni autentico pilastro del palinsesto di Radio Capital. E cosi', quando il neo direttore artistico Linus ha deciso di spegnere il microfono del conduttore Sergio Mancinelli, da "bravi" improvvisati sono insorti e in coro hanno levato alto il loro grido di protesta. Un piccolo sommovimento popolar-artigianale, insomma, messo in moto con i meccanismi tipici della democrazia diretta: 2.100 firme raccolte con una petizione, 350 lettere e centinaia di mail inviate al direttore dell'emittente romana, Vittorio Zucconi. Ma anche 800 sms spediti in diretta e creative operazioni di disturbo, come quella di "intasare" pacificamente lo spazio per i commenti del sito Repubblica.it. E poi un logo creato ad hoc (un panda che imbraccia una chitarra sovrastato dallo slogan "proteggi area protetta"), volantinaggio durante concerti, magliette e tanto altro. Oltre, ovviamente, agli immancabili messaggi di solidarieta' di artisti piu' o meno noti. Eppure, almeno per ora, nulla di fatto. "Area protetta" non riprendera' le sue trasmissioni. In un universo radiofonico in cui gli stereotipi vincono sul gusto di inseguire le eccellenze del passato, le chiacchiere facili e leggere battono l'impegno e la passione, il destino di tante "aree protette" sembra segnato. E' meta' maggio quando Sergio Mancinelli viene a sapere che il suo contratto annuale non verra' rinnovato. E' il 29 giugno quando scorrono i titoli di coda su una trasmissione che non aveva mai avuto paura di osare. Tra le tante iniziative proposte negli anni anche quella della radio fatta a casa degli ascoltatori, con i loro dischi: un'autentica maratona in 30 tappe lungo lo stivale, da Trento a Canicatti', allestendo in fretta e furia uno studio viaggiante. L'intento? Passare sul serio dall'altro lato del vetro, per ascoltare la musica degli ascoltatori, senza imporre gusti, brani ed etichette. Una scelta che ha pagato, almeno fino a un mese fa. "Noi siamo di carne, ossa e rock 'n' roll - recita un messaggio inviato a Radio Capital - e senza 'Area Protetta' moriremo un po'. Non spenga quel faro direttore, non lo spenga". Un eccesso o forse molto piu' semplicemente uno sfogo di chi pensa che in radio ci possa ancora essere spazio per una Joni Mitchell o un Neil Young qualunque. (AGI) Red 261751 LUG 07 _______________________________________________________________________________________
Pubblicato il 17/07/2007 su Italia Oggi
Radio Capital targata Linus pronta a Settembre
Linus sta prendendo molto sul serio il suo incarico di Direttore Artistico di Capital e M2O, che da qualche mese ha sommato all'analoga poltrona che gia' occupava a Radio DeeJay. Il gruppo Espresso gli ha chiesto di consolidare gli ascolti di Capital avvicinando a quota 3 milioni di ascolto medio giornaliero. In una fase, peraltro, in cui Capital e' in calo di audience, essendo scesa, nell'ultima Audiradio, sotto i 2 milioni (1,8 milioni). Come in ogni ristrutturazione che si rispetti, bisogna demolire qualcosa. Linus ha cancellato alcune trasmissioni di Capital, tra cui Area Protetta di Sergio Mancinelli, Capital Groove Master di Gege' Telesforo, Music Club di Fabio Arboit, Navigator di Carlo Elli. Scatenando i fan, che in questi giorni sono iperattivi sui blog, con raccolta di firme e petizioni, inviti a Mancinelli e Telesforo a trasferirsi alla neonata Virgin Radio.
Claudio Plazzotta
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Area Protetta e Groove Master: salviamo il buono che c'è in radio
Dal 29 giugno scorso due dei migliori programmi musicali che le radio italiane abbiano mai trasmesso sono stati chiusi. Si tratta di "Area Protetta", ideata e condotta da Sergio Mancinelli e "Groove Master" di Gegè Telesforo, entrambi in onda da anni su Radio Capital. Il motivo? Il nuovo direttore artistico Linus, ritiene che non abbiano più nessuna valenza radiofonica. Chi in questi anni avesse ascoltato, anche per poco, uno di questi due programmi si sarà sicuramente reso conto di quanta passione mettevano gli autori nel loro lavoro, dando vita ad una proposta musicale che non aveva niente a che fare con le tristi regole commerciali a cui è sottoposta la stragrande maggioranza delle emittenti radiofoniche. Tutto ciò era inoltre stato ripagato con ottimi ascolti. La vicenda è spiegata nei minimi dettagli sul blog Area Protetta Community, che sta anche organizzando una protesta.
Cristiano Ghidotti
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Pubblicato il 11/07/2007 su http://www.musicalnews.com/ |
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Il brano che si esegue in onore dei militari congedanti risuona come un eco sordo nel grande vuoto radiofonico lasciato da Area Protetta e dal suo prode condottiero. Con queste note si è chiusa una delle migliori trasmissioni di sempre.
Radio Capital ha soppresso Area Protetta di Sergio Mancinelli (nonché Groove Master di Gegè Telesforo). Il nuovo direttore artistico, Linus, ha infatti imposto l’omologazione dei format e dei palinsesti del network romano agli standard radiofonici contemporanei. Come l’hanno presa i diretti interessati? Decisamente male! Ma molto più delusa è la moltitudine di ascoltatori. La domanda sorge spontanea: qual è il futuro della radio? Risponde proprio Sergio Mancinelli. Approfittiamo, allora, per comprendere meglio cosa è successo in questo travagliato periodo…
ADC – Caro Sergio, quale direzione ha preso il mondo della musica e della radio in particolare? SM – Una direzione drammatica, tutti i network sono proiettati su una fascia 25-35 con programmi più da citofono che da radio. Notiziole curiose prese da angoli di quotidiani, commenti risibili degli speaker che si autoproclamano battutisti, gossip sul modello televisivo e 40 canzoni in rotazione. Il tutto con un falso e plastificato buonumore. Radio Capital aveva come obiettivo quello di rivolgersi a un pubblico diverso, dai 30 anni in su ed è passata in questi anni, sotto la direzione straordinaria di Carlo Mancini, da 600.000 ascoltatori a 2.100.000, con la formula “Classici & Notizie”. Il tutto con un segnale che copre il 50% scarso del territorio nazionale. Un autentico risultato miracolo. Ma evidentemente non è bastato. Adesso, la nuova programmazione ha notiziole curiose, commentini e risatine, gossip televisivo e le stesse canzoni degli altri network.
ADC – Quali conseguenze? SM – Credo che le conseguenze le abbiano già tratte migliaia di ascoltatori e le trarranno ancora di più nei prossimi mesi. Il nuovo direttore artistico ha dichiarato di voler svecchiare Radio Capital e probabilmente riuscirà nel suo intento. Ma intanto la radio si è banalizzata e ha perso il suo appeal, costruito con impegno e credibilità negli anni.
ADC – Dunque, la cancellazione di Area Protetta e Groove Master dal palinsesto di Radio Capital è dipesa da questa nuova linea omologante. Ma come hai saputo con precisione che ciò sarebbe successo? SM – Il nuovo direttore artistico, che fino a quel momento non avevo mai incontrato di persona, mi ha dedicato cinque minuti di sfuggita, dicendomi che non conosceva la trasmissione, avendola ascoltata qualche giorno prima solo per dieci minuti, ma che non riteneva più radiofonico parlare e trattare la musica in quella maniera. Mi ha detto che ci avrebbe pensato e che mi avrebbe fatto sapere. Dopo una settimana me lo ha fatto comunicare dal suo giovane assistente, preferendo non incontrarmi. Nonostante tre richieste d'incontro inoltrate e una lettera scritta, sono andato via senza mai più vederlo. Ogni volta che è venuto a Roma, ha preferito altri corridoi…
ADC – Cosa consigli a chi vuole ascoltare la radio, ma non vuole conformarsi all'omologazione? SM – Di cambiare idea!!! Ci sono poche radio in grado di saper trattare la Musica con rispetto, amore e passione e di mandare in onda pezzi fantastici. Vedo bene Lifegate.
ADC – Quanto ti mancherà la tua trasmissione? SM – Mi manca in ogni momento. Quando vedo la mia borsa da lavoro che per anni è stata piena di dischi mi prende un groppone. Lasciare una comunità di ascoltatori unica come quella di Area Protetta è un dolore che non credevo così forte. Ma gli ascoltatori, non mi hanno lasciato solo…
ADC – No di certo! Numerosi e fedelissimi, loro ti sono sempre vicini con affetto… SM – Davvero. Attraverso le incredibili potenzialità della rete hanno allestito un blog, www.musicaprotetta.splinder.com, dove hanno scritto tutte le loro opinioni, oltre 600. Attraverso www.petitiononline.com/arep hanno raccolto 1800 firme per salvare la trasmissione. Su www.radiomusicsmile.splinder.com ci sono altri 260 commenti. Un'onda anomala che sta facendo sentire chiara e forte la sua voce. Una cosa fantastica, il popolo di Area Protetta si sta facendo sentire. Vorrei, anche attraverso Musicalnews, poterli ringraziare nella maniera più sincera. Mi mancano in ogni momento: l'interazione con gli ascoltatori e con le tante, tantissime ascoltatrici appassionate di Musica è sempre stato uno dei punti cardine di Area Protetta.
ADC – Con la complicità di Lele Rastelletti ti hanno dedicato una canzone (“Simple man” dei Lynyrd Skynyrd) in uno dei più memorabili momenti nella storia della radio italiana. Quale canzone dedichi ora loro? SM – “Vorrei incontrarvi tra 100 anni”!!! Ma soprattutto “We shall overcome”.
ADC – Dedica una canzone anche a Linus... SM – Vista la sua passione per l'hip hop, “Arcangelo Pippanera”, uno stornello romanesco che è a tutti gli effetti il primo rap in italiano. Ma ci starebbe bene anche “Una storia sbagliata” di Fabrizio De Andrè o il “Silenzio fuori ordinanza”, con cui ho chiuso l'ultima puntata. Ma tre in una botta sola forse non le regge…
ADC – E dedicane infine una a chi vuoi tu SM – “In the name of love” a mio figlio Matteo e ai figli dei miei ascoltatori.
ADC – Uno sguardo al futuro. In quali microfoni infonderai di nuovo la tua inconfondibile voce per la gioia di tutti coloro che amano davvero la musica? SM – Io sto lavorando per far sì che quel microfono che con tanta arroganza e supponenza è stato chiuso, si possa riaccendere presto e sto aspettando che il telefono squilli e che una voce mi dica: “Sergio, vieni a fare Area Protetta”.
Andrea Del Castello
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Pubblicato il 11/07/2007 su http://www.rockol.com/
Addio 'Area Protetta' in radio, ma torna su Rockol
1° agosto 2001 - 29 giugno 2007. Data di nascita e di morte di “Area protetta”, il programma radiofonico “cult” ideato e condotto da Sergio Mancinelli su Radio Capital che Linus, nuovo responsabile artistico dell’emittente, ha sforbiciato dal palinsesto insieme con un’altra piccola oasi di musica fuori dagli schemi, il “Capital groove master” di Gegè Telesforo. E subito su Internet è montata la protesta degli ascoltatori che erano parte attiva e appassionata del radio show: centinaia di messaggi indirizzati ai blog e al sito ufficiale, il direttore Vittorio Zucconi bersagliato da e-mail, quasi 1.800 firme raccolte da una petizione on-line per salvare la trasmissione. La “community” dei fan e dei sostenitori di “Area protetta” si è messa in moto con un impeto e una dedizione che ha sorpreso lo stesso Mancinelli. “Il 29 giugno, l’ultima volta che sono andato in onda, ho lasciato la radio portandomi dietro settecento sms e trecento e-mail. Non mi sarei aspettato un movimento ‘dal basso’ di questa portata, che ha coinvolto migliaia di persone. E la solidarietà si è estesa anche a discografici e negozianti, perché la nostra trasmissione muoveva il catalogo: triplicando le vendite di artisti di nicchia come Joe Bonamassa o suscitando nuova attenzione per vecchi dischi come ‘Turning point’ di John Mayall, riproponendo a un pubblico che magari non li aveva mai sentiti prima la voce di Nina Simone e lo swing irresistibile di Louis Prima, tutta la musica buona e di qualità che noi e il nostro pubblico andavamo a scovare nella produzione dagli anni Cinquanta in poi”. Tutto era cominciato sei anni fa in maniera più tradizionale: “Anche noi avevamo la nostra playlist da rispettare. Poi, dopo qualche tempo, chiesi al direttore Carlo Mancini di poter inserire tra un classico e una novità discografica qualche pezzo di Joni Mitchell e di Jim Croce, degli Allman Brothers e dei Lynyrd Skynyrd. Tempo tre mesi e capimmo che quella era la strada giusta da cui non saremmo più tornati indietro”. Fino, appunto, al giugno scorso: “Il programma andava bene. Nel 2001 eravamo partiti con 120 mila ascoltatori, siamo arrivati a un picco massimo di 480 mila. Nell’ultimo anno, è vero, Radio Capital aveva subito una flessione generale di ascolti che però non aveva toccato ‘Area Protetta’: l’ultima edizione partiva alle 9 di sera con 45 mila ascoltatori e un’ora dopo li aveva portati a 75 mila. Sono dati inoppugnabili, stanno scritti sulle indagini Audiradio”. Poi il cambio di direzione e l’arrivo di Linus hanno cambiato le carte in tavola: “Ancora a fine aprile il direttore Fabrizo Tamburini, ex braccio destro di Mancini, mi aveva detto di stare tranquillo perché il programma sarebbe stato confermato in palinsesto. Subentrato a lui pochi giorni dopo, Linus ci convocò il 3 maggio scorso per presentarsi e illustrare il suo nuovo progetto editoriale, diverso dalla formula ‘classici e notizie’ a cui Radio Capital era stata fedele fino ad allora. In quell’occasione io feci presente che c’erano dei contratti in scadenza a fine giugno e gli chiesi che intenzioni avesse, così da aver tempo di organizzarsi diversamente nel caso decidesse di non rinnovarli. Due settimane dopo venimmo chiamati per una serie di incontri faccia a faccia, tutti in fila fuori dalla porta del suo ufficio, cinque minuti a disposizione per ciascuno. Mi disse che secondo lui la musica trattata in quella maniera non aveva più una validità radiofonica. Io lo invitai ad ascoltare con attenzione un programma che aveva portato letteralmente la radio a casa della gente, trasmettendo dal Trentino alla Sicilia, che programmava le compilation fatte dal pubblico e che aveva fatto sold out in teatro, quando a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli avevamo invitato gli ascoltatori a salire sul palco con i loro dischi. Ma da allora non l’ho più visto né sentito, nonostante abbia sollecitato più volte un incontro e gli abbia anche scritto una lettera. Si è fatto vivo invece Matteo Curti, suo assistente e nuovo station manager della radio, per comunicarmi che la mia trasmissione e quella di Telesforo non sarebbero state rinnovate. Ero disponibile ad accettare una riduzione del programma da due ore ad una, a spostarlo nei giorni festivi o in altre fasce orarie: niente da fare”. Ma evidentemente Linus (che Rockol ha provato a contattare, così come Curti, senza peraltro ottenere risposta) la pensa diversamente. “Ed è naturalmente libero di farlo”, ribatte Mancinelli, “ma intanto a me sembra che Radio Capital si sia già banalizzata. Il format, che puntava su un pubblico oltre i 30/35 anni aveva funzionavo; oggi il target si è abbassato ai 25-35 enni che portano più investimenti pubblicitari ma che sono lo stesso pubblico di DeeJay, RDS, RTL, Radio Italia o della stessa Radiodue. Ed è già cambiato sensibilmente il modo di costruire i programmi: meno qualità autorale, molto lavoro di ritaglio e cucitura delle notizie ‘curiose’ recuperate dai giornali, gossip e televisione, ciò che prima evitavamo come la peste. Ognuno fa le sue sacrosante scelte editoriali, ma non ritengo giusto che si cambino casacca, giocatori e campo di calcio a metà campionato. Soprattutto mi spiace si sia voluto dissipare il patrimonio di una comunità di ascoltatori che non voleva ascoltare i soliti 40-50 pezzi che passano tutti, e che con la radio aveva creato un canale di comunicazione continuo: un pubblico magari ridotto nei numeri ma importante, selezionato, di persone che amano la musica e che vorrebbero sentirla trattata in radio con rispetto, passione e competenza. Mi spiace anche che a chi ha preso carta e penna per chiedere lumi e dire la sua in maniera molto civile e educata nessuno, neanche Zucconi, si sia degnato di dare una risposta: come se il pubblico contasse solo quando si tratta di rilevare i numeri dell’audience. ‘Area protetta’ era un prodotto qualificato, frutto di passione e di un serio lavoro di ricerca: abolirlo così di punto in bianco a me pare una decisione sciocca, quanto meno presa con troppa leggerezza”.
A partire da venerdì prossimo “Area protetta” rivivrà, in forma scritta, su Rockol, con una scaletta compilata e commentata dallo stesso Mancinelli. “Come se fossi ancora al microfono, invece che alla tastiera del computer”.
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Pubblicato il 9/07/2007 su http://www.millecanali.it/
I retroscena della chiusura di "Area Protetta"
Protetta fino a un certo punto, naturalmente, visto che il programma di Radio Capital è stato soppresso sulla base di nuovi orientamenti della direzione, ovvero di Linus, chiamato a rinnovare l’emittente, anche se non è ancora chiaro come. Nel frattempo resta un bel po’ di rimpianto…
“Siamo stati trattati da monatti”. Sergio Mancinelli racchiude in questa metafora ‘forte’ la cancellazione di ‘Area Protetta’ e di ‘Groove Maste’r, di Gegè Telesforo, dai palinsesti di Radio Capital. “Termino questa trasmissione - spiega Mancinelli - senza sapere il perché e senza poter dare una risposta agli ascoltatori che me lo hanno chiesto”. A suo dire, è stato un assistente di Linus a comunicare freddamente la decisione.
“Linus - dice - l’ho visto solo per cinque minuti nella mia vita. Ho chiesto ripetutamente di incontrarlo, ma lui non si è degnato di rispondere”. Nessun contatto neanche con l’editore, ma non stupisce, visto che aveva già dato carta bianca allo storico leader di Radio Dee Jay per quanto riguarda la supervisione artistica di tutte le emittenti del gruppo. Mancinelli si era detto pronto a rivedere la durata e la collocazione oraria della trasmissione e disponibile a collaborare alla redazione di testi per altri programmi. Tutto però è caduto nel vuoto.
Il conduttore non usa mezzi termini per definire la situazione e annuncia: “Se non riusciremo a confrontarci personalmente lo faremo nelle sedi opportune”. Seguendo il suo racconto la nuova direzione avrebbe messo in dubbio la ragione d’essere di un programma come ‘Area Protetta’, definendo Radio Capital una Radio vecchia e triste.
In mancanza di altri riscontri meglio sospendere ogni considerazione. Tuttavia la curiosità è grande, anche perché si parla di un piano di ristrutturazione consistente che dovrebbe palesarsi a settembre. Per ora, anche in questo caso, solo vaghi indizi e voci di corridoio.
Parliamo quindi di certezze. Oggi una striscia di musica no stop, che si protrae fino al mattino, sostituisce la vecchia Area Protetta. Da ascoltatori e appassionati del mezzo dobbiamo dire che la cosa non ci entusiasma. Mancinelli offriva un ambiente comunicativo con un brano accompagnato sempre da un racconto, una storia, una cornice. La vicinanza con il pubblico, dimostrata in questi giorni da centinaia di appelli contro la chiusura del programma, è sottolineata dai tour di Area Protetta che hanno portato Radio Capital nelle case di tanti italiani felicissimi di aprire e di ‘suonare’ le loro collezioni di dischi. Il tutto inserito in progetto di Radio, realizzato dall’allora direttore artistico Carlo Mancini, che certo ha dato i suoi frutti anche in termini di ascolto: forse era po’ stanco negli ultimi periodi, ma, proprio grazie a programmi come ‘Area Protetta’ e ‘Groove Master’, ha sempre mantenuto la sua riconoscibilità nell’etere.
In mancanza di altri elementi, la nuova Radio Capital si fa sfuggente. Prevale, per adesso, il disorientamento.
Eugenio Bonanata
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Pubblicato il 03/07/2007 su http://www.incontrosaperi.it/
| DELITTI A RADIO CAPITAL |
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| Chiudono le trasmissioni Area Protetta e Groove Master di Mancinelli e Telesforo |
Nel nostro giardino fioriscono le rose. Ma come ben sappiamo non ci sono rose senza spine. E qui a farsi del male non è tanto la buona musica, che pure ne esce con le ossa rotte, quanto gli ascoltatori radiofonici curiosi e attenti. Provate ad accendere la radio e a fare zapping tra le onde. Tranne qualche eccezione sentirete sempre le solite 40/50 canzoni al massimo. E una delle eccezioni, al momento in cui leggerete queste righe, sarà già stata spenta. Il luogo del delitto (a suo modo lo è) è Radio Capital e ci sono due vittime illustri: le trasmissioni Area Protetta di Sergio Mancinelli e Groove Master di Gegè Telesforo. Erano (che peccato usare l’imperfetto) due momenti importanti perché i conduttori non erano asserviti a leggi commerciali, ma seguivano passioni e richieste del pubblico e linguaggi musicali diversi. Area Protetta inoltre è stato oggetto di un fenomeno strano e molto importante al tempo stesso: in internet infatti sono nati due siti con caratteristiche di blog www.musicaprotetta.splinder.com e www.radiomusicsmile.splinder.com. A questi si è aggiunto un forum sul sito del Mucchio Selvaggio www.ilmucchio.it e un altro su www.musicalnews.com. «Musica Protetta sul web – spiega Mancinelli poco prima di andare in onda con Area Protetta l’ultima volta – è nata grazie a un mio affezionato ascoltatore che oggi vive in Lousiana e che ha passato l’anno della laurea ascoltando la mia trasmissione. Ci sono state la bellezza di 1500 firme della petizione on line, 500 messaggi e ben 400 lettere al direttore della radio Vittorio Zucconi. Il quale tra l’altro non risponde più. Ma a gestire la programmazione musicale è Linus. Solo un mese fa mi era stato ventilata la conferma del contratto, 15 giorni dopo è tutto cambiato». Parliamo un po’ noi: Linus, anche volto noto televisivo, vede la musica in un certo modo e come lui la vedono altri responsabili di programmazione radiofonica delle emittenti italiane. Pensare che anni fa nascevano le radio libere per fare concorrenza alla Rai, che oggi paradossalmente è la più libera di tutte. Ma la vicenda di Radio Capital è singolare, perché dello stesso gruppo editoriale fa parte Radio Deejay. Quindi la concorrenza interna è tra due emittenti dalla stesse caratteristiche? Pensate a questo quando ascoltate la radio in macchina, a casa o al lavoro. Pensate che vi debba far divertire e pensare o incuriosire allo stesso tempo. Quello che faceva Mancinelli che addirittura si spostava dagli studi radiofonici per andare a casa degli ascoltatori dal Trentino alla Sicilia e che a loro volta diventavano Djs. Un formula di tale successo che è stata portata in cinque teatri italiani con il pubblico che si portava i dischi o le compilazioni fatte in casa. Adesso questa esperienza è “sospesa” da una programmazione che definiamo miope. Quindi dateci sotto con le firme e le lettere nei blog, e soprattutto punite (non ascoltandole) le emittenti che vi propinano la solita marmellata sonora, sempre più indigesta.
michele@michelemanzotti.it
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Pubblicato il 22/06/2007 su http://www.tvblog.it/
Radio: Salviamo Area Protetta di Antonio Dipollina
Non è certamente la prima volta che ospitiamo sul nostro blog appelli per il salvataggio di questo o quel programma tv e vogliamo farlo ancora una volta. Stavolta uscendo dal seminato per una piccola invasione nel mondo delle Radio, per una causa che riteniamo più che meritoria.
Radio Capital, emittente del Gruppo L'Espresso, si contraddistingue da sempre per una programmazione attenta a generi musicali e ad artisti solitamente esclusi dalle tante radio mainstream nelle quali le playlist sono più che altro la summa delle spinte promozionali di questa o quella casa discografica. Radio Capital è una radio che guarda alla musica del passato, anni '70, anni '80, che incontri i gusti meno giovanilistici e "all'ultima moda" fra i musicofili.
Linus, protagonista insieme a Nicola Savino dell'appuntamento mattiniero con Deejay chiama Italia (in onda anche su All Music), è stato nominato recentemente nuovo Direttore Artistico di Capital e sta cercando di imporre una nuova linea editoriale tesa a "svecchiare" la Radio. Gli aficionados di Capital non avevano certamente accolto con favore questa nomina, il timore che anche questa emittente diventi "uguale alle altre" del panorama italiano, musicalmente difficili da distinguere fra loro, si è fatto rapidamente strada e ora ottiene delle allarmanti conferme.
Il primo a fare le spese delle nuova "linea editoriale" sarà lo storico DJ Sergio Mancinelli insieme al programma da lui ideato e condotto: Area Protetta. Per salvare Area Protetta sono state organizzate una serie di iniziative, una petizione online raggiungibile qui, la creazione di un blog che coordini le iniziative di protesta come l'invio di mail al Direttore Editoriale Vittorio Zucconi.
Per tutte le informazioni e le modalità di adesione alla campagna per Salvare Area Protetta potete utilizzare questi contatti:
[La petizione online] [Il Blog di Area Protetta Community] [Il Myspace di Sergio Mancinelli] [L'appello per la mail da inviare a Zucconi]
Chissà che Linus non ci ripensi.
Antonio Dipollina
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Pubblicato il 13/06/2007 su www.musicalnews.com |
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Radio Capital vuole sopprimere Area Protetta e Groove Master
Linus, nuovo direttore artistico del network romano, impone un nuovo format, meno originale e più omologato agli standard radiofonici contemporanei.
La gabbia d’acciaio della razionalità. Così un secolo fa lo studioso Max Weber definiva quel processo che avrebbe trasformato la società in un tessuto omogeneo senza via d’uscita. Secondo il teorico tedesco, la gabbia d’acciaio nega agli individui le più elementari caratteristiche umane, rendendo in tal modo la società un’entità proiettata verso l’omologazione: esempi antonomastici di questo processo sono la standardizzazione estrema imposta dal marchio MacDonald, oppure l’Olocausto, inteso come metodo di sterminio fortemente razionalizzato; o ancora i metodi scolastici detestati da Roger Waters. Cosa dire? Non abbiamo bisogno del controllo delle menti. We don’t need no thought control!!! Questo discorso può essere applicato a numerosi ambiti della vita quotidiana, ma in questo momento urge più che mai farlo nei confronti del mondo della radio. In un’analisi diacronica dell’evoluzione storica di questo media è fin troppo evidente come esso sia convogliato, attraverso un imbuto di matrice commerciale, in un’omologazione dei format e dei palinsesti. Oggi come oggi la figura del programmatore non ha più valenza artistica, bensì commerciale. Ed è sparito anche lo speaker inteso come mediatore artistico tra la musica e il pubblico e che dunque decideva i brani in scaletta. E mentre in passato i due ruoli coincidevano nella stessa persona, ora nei network nazionali vi è lo speaker (un intrattenitore con il solo fine di risultare divertente) e il programmatore (una sorta di impiegato che seleziona le canzoni in base fini meramente commerciali, spesso non badando neanche al grado di compatibilità tra due canzoni successive). Tra i network nazionali le ultime trasmissioni che resistono a questa tendenza omologante sono quelle di Radio Capital, come Area Protetta di Sergio Mancinelli e Capital Groove Master di Gegè Telesforo. Resistono? Sì, ma ancora per poco. Con mano tremante chi scrive si trova a constatare che la nuova linea editoriale scelta dal nuovo direttore artistico, Linus, per il network romano impone un adeguamento al format degli altri network nazionali, tagliando le trasmissioni citate. Ora, per chi si occupa di musica, questa decisione non rappresenta una semplice scelta dirigenziale, ma costituisce l’atto conclusivo di un processo dalla smisurata portata storica: se infatti dalla sede di Via Cristoforo Colombo dovessero confermare questa notizia, in Italia non esisterebbe più alcuno scoglio per coloro che non vogliono essere sballottati dalle onde di un mare di mediocrità radiofonica standardizzata. Non sarebbe soltanto un capitolo chiuso e un voltar pagina: sarebbe una svolta davvero epocale. Ma c’è una fetta di pubblico che pretende ancora rispetto per i propri gusti musicali. C’è ancora chi ha voglia di urlare: We don’t need no thought control!!!
Per sostenere le iniziative a favore di Area Protetta: - musicaprotetta.splinder.com - www.petitiononline.com/areap/petition.html - scrivi a chris.scorsone@gmail.com per essere costantemente informato sulle iniziative di Area Protetta Community
Andrea Del Castello
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| dal nostro inviato speciale
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